BIOLOGIA MOLECOLARE DELL'EMOSTASI


Rimodellamenti della struttura della cromatina

 

La cromatina può assumere diverse conformazioni a seconda delle esigenze, ad esempio: la struttura a filo di perle e la struttura a solenoide. La struttura della cromatina è garantita dagli istoni, complessi proteici ottamerici attorno ai quali si avvolgono circa 150 basi di DNA. Dagli istoni protrudono catene polipeptidiche basiche, la coppia H2A è molto importante perchè coinvolta nei fenomeni di acetilazione del DNA.
Il passaggio della cromatina dalla struttura a solenoide (30 nm) alla forma a filo di perle (11 nm) richiede l'intervento di enzimi di vario tipo. Percorrendo i vari ordini di impaccamento di DNA, allo stadio più sciolto abbiamo la classica doppia elica (con spessore di 2 nm), successivamente abbiamo la struttura a filo di perle (di 11 nm), in cui il DNA si avvolge attorno alle proteine istoniche, poi c'è la struttura a solenoide (di 30 nm), in cui gli istoni si trivano ravvicinati l'uno all'altro, nel livello successivo il DNA si lega alle proteine dello scaffold (300 nm) tramite riconoscimento delle sequenze sar (scaffold attachment regions), in questa conformazione si formano anse molto vicine tra loro.
In alcuni esperimenti è stato utilizato un colorante fluorescente aspecifico per il DNA (grigio azzurro) che si lega in tutto il genoma cellulare e anticorpi fluorescenti (rossi) che riconoscono in maniera specifica le sequenze per il sistema batterico Lac. In queste cellule sono stati inserite esogenamente sequenze Lac in serie ripetute. Se si inserisce assieme a Lac un dominio di attivazione, ovvero una regione in grado di contattare la polimerasi e i fattori di trascrizione (un sistema che "parla col complesso trascrizionale"), avviene che la struttura della cromatina cambia, da compatta che era si rilassa.
Consideriamo il modello di rimodelamento della cromatina in lievito: un fattore di trascrizione riconosce una sequenza di DNA tramite la sequenza DBD (DNA binding domain), poi porta con sè un dominio di attivazione (AD) e un'acetilasi, in grado quindi di rilassare la cromatina. Questo sistema può funzionare anche al contrario, se al posto dell'AD c'è un RD (dominio di repressione) e l'attività del complesso proteico è deacetilante.
Osserviamo ora ciò che accade all'estremità N-terminale dei domini H2A degli istoni: vengono riconosciuti residui di lisina specifici e quindi vengono acetilati. Il riconoscimento delle lisine non è dovuto semplicemente alle loro cariche, ma subentrano altri sistemi più specifici, infatti non tutte le lisine vengono acetilate. L'acetilazione non è l'unico cambiamento che subiscono le code istoniche, si verificano anche metilazioni di lisine e fosforilazioni di serine. Queste modificazioni sono essenziali per l'aspetto della cromatina, ma oltre ad esse intervengono in questo processo anche altri complessi molecolari.
I complessi che modificano la cromatina non modificano gli istoni, ma sono ATPasi che fanno scorrere il DNA su di essi. Questi complessi, per funzionare, necessitano assolutamente di ATP. Se si sostituisce l'ATP con un suo analogo non idrolizzabile (es. γ-ATP) questi complessi non sono in grado di esplicare la proprie funzioni. I complessi appena citati vanno sotto il nome di complessi SWI/SNF e possono interagire con la struttura della cromatina grazie al riconoscimento di attivatori, come ad esempio SWI5.
L'intervento degli agenti acetilanti non scalza i complessi SWI/SNF, ma si ha una sorta di onda di propagazione in cui i due complessi funzionano assieme. Un'onda di rimodellamento e acetilazione permette il passaggio dalla struttura a solenoide a quella a filo di perle.

 



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